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Andrea e Giorgio Rossi

© Ritratto: Gianluigi Susinno

Giorgio Rossi


Il compleanno


Tutti a tavola, fuori dal rustico in pietra, in una bella giornata di fine giugno – fratelli, sorelle, cognate e cognati, nonni e nipoti, compresa l’ultima nata. Sotto, come in una foto aerea, il piano di Magadino a strapiombo fra le vigne. Ai tempi del bisnonno, niente strada, niente luce, l’acqua al ruscello. Lui continuò a abitare lì fino a novantadue anni. La mattina, segnalava ai figli, giù nella piana, che si era alzato sventolando un lenzuolo. Era la bisnonna che si occupava del vino e oggi è il compleanno della nonna.

Dice che quando Giorgio si diede alla viticoltura, non era affatto contenta. Avevano speso un patrimonio per fargli studiare Ingegneria civile. Poi lui si è associato con fratello, sorella e cognati, mettendo insieme quattro, cinque ettari: l’Azienda Mondò, un mosaico di venticinque parcelle coltivate a vigna da centinaia di anni, una differente dall’altra. C’è uno spirito in questo terreno, e il Bondola del nonu Mario ne è un po’ la sintesi. Qualitativamente, il Ronco dei ciliegi è il fiore all’occhiello: il nome è una sorta di anagramma, che mette insieme il lavoro sul ronco e la vacanza al Pian da la Scerésa. E poi: Iris, un vino dal nome intrigante; il Bianco della strega, perché c’è una strega in famiglia che ne detiene il segreto; e il Scintilla, per una lunga storia che merita di essere raccontata un’altra volta. E la nonna, adesso, è contenta? Certo che lo è!

 

Testo di Fabio Guindani




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