FEDERVITI

Davide Cadenazzi è il nuovo presidente

Davide subentra a Giuliano Maddalena, alla testa per 14 anni - Le sfide per il settore non mancano - Tra queste anche l’erosione del numero di soci e il consumo di vino importato: «Valorizziamo il nostro prodotto che non teme il confronto con i grandi»

«Corriere del Ticino» 16 ottobre 2023

«Il presidente? Lo sanno tutti che è una posizione scomoda». Davide Cadenazzi ride. Sabato è stato nominato alla testa di Federviti, l’associazione di categoria dei viticoltori. Il suo nome succede a quello di Giuliano Maddalena che dopo 14 anni ha lasciato la carica per motivi di salute. «L’apprezzamento dell’assemblea (Cadenazzi è stato eletto all’unanimità, ndr) mi dà la giusta carica per iniziare». Le sfide, del resto, non mancano, a cominciare dalla sostenibilità cui il settore tutto è chiamato ad aderire. «La politica agricola si adegua ai cambiamenti e il nostro settore non è esente».

Sul fronte mercato, Cadenazzi ricorda come due terzi del vino consumato in Svizzera siano d’importazione. Di qui, l’appello rivolto a tutta la filiera: «Dobbiamo riconquistare questa fetta di mercato che oggi viene lasciata ai vini esteri». Per recuperare il terreno esistono vari progetti, spiega Cadenazzi: «Credo però che la sostenibilità sia una via da percorrere». Secondo il neopresidente è tuttavia necessario costruire un discorso e un prodotto che durino nel tempo. «La sostenibilità deve investire il lavoro del viticoltore nel tempo. Non possiamo essere sostenibili oggi e poi più niente». Ad ogni modo, pur non avendo grandi superfici coltivate, la Svizzera e il Ticino hanno tutte le carte in regola per stare al passo con le grandi produzioni, aggiunge Cadenazzi: «In Ticino esistono vere e proprie perle di qualità. Valorizzarle è sicuramente un compito e una sfida importante per tutta la filiera. Detto fuori dai denti - prosegue Cadenazzi - in Ticino abbiamo vini Merlot che non hanno nulla da invidiare ad alcuni Bordeaux. Di sicuro, non sfiguriamo più da nessuna parte». Che dire invece dei Piwi, ossia quei vitigni selezionati per essere resistenti alle malattie riducendo l’impatto dei prodotti fitosanitari? In questa politica della sostenibilità che spazio ha il tradizionale Merlot? «Personalmente coltivo in azienda questi vitigni tolleranti da una decina d’anni. Sicuramente rappresentano un’alternativa valida su cui vale la pena investire tempo ed esperienza, ma il Merlot rimane il nostro vino per eccellenza, la nostra tradizione e pertanto sarebbe un errore perderla o sostituirla interamente».

L’erosione del numero dei soci è un’altra sfida che attende la Federazione. Ancora Cadenazzi: «L’adesione a Federviti è un tema delicato. Da una parte assistiamo a un’erosione dovuta a fattori naturali.L’avvicendamento generazionale si traduce spesso con una perdita del numero di iscritti. Dall’altra, però, ci sono viticoltori che sono sempre rimasti ai margini e che non si sono interessati all’attività di Federviti, dimenticando l’importanza di avere un’associazione di categoria forte, che possa rappresentarli politicamente di fronte alle numerose sfide che attendono il settore». Il valore contrattuale dell’associazione cresce infatti con il numero degli iscritti. «Pertanto è importante che tutti i viticoltori si facciano avanti». Ma attenzione, ricorda Cadenazzi: «Federviti significa anche formazione. L’associazione non si occupa solo di discutere, per esempio, il prezzo dell’uva. All’interno delle varie sezioni si occupa anche di formazione continua».

A proposito di prezzo dell’uva: quest’anno è andata un po’ meglio: «Effettivamente sì. È stato riconosciuto un piccolo aumento che certamente non compensa il rincaro ma si tratta pur sempre di un segnale importante per tutta la categoria». Cadenazzi, a questo proposito, sottolinea i buoni rapporti con i vinificatori e i negozianti: «Il clima, al di là delle discussioni che possono essere anche accese, è costruttivo. L’auspicio è che si possa mantenere il dialogo e l’intesa anche in futuro»

Francesco Pellegrinelli

Per informazioni: Azienda Agricola e Vitivinicola Cadenazzi

 

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