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Marco e Vincenzo Meroni
© Ritratto: Gianluigi Susinno

Marco e Vincenzo Meroni


Il gatto sulla pergola

 

Si dice che una volta i gatti attraversassero il territorio di Biasca senza mai metter piede a terra, di pergola in pergola. Ne parlano oggi, a due voci, Vincenzo e Marco, i FRATELLI MERONI. I giovani impiantano filari, giustamente, devono ottimizzare il lavoro. Ma loro che sono vecchi (si fa per dire!) non ne hanno più il tempo. – E allora recuperano i vecchi vigneti a pergola. C’è il doppio del lavoro, tutto a mano – ma alla fine è vincente. Perché è dall’uva che nasce il vino. – Quel vigneto che hanno a Semione, per esempio, o ga trentacinq an, e solo a metterla in bocca… – Eccome se lo si sente: dagli aromi! – Certo, la qualità nasce dalla quantità, è chiaro che ne producono meno di vent’anni fa! – Allora il raccolto era di quattordici o quindici quintali, oggi sono sei al massimo, non di più! Ma è anche il tronco alto che influisce, sicuramente: un metro e ottanta quasi, ha più foglie e le foglie trovano più riserva. – L’idea che l’insolazione faccia difetto in pergola, è un pregiudizio. Perché è la foglia che conta, è quello il polmone! – Chiaro che il grappolo deve essere libero e ventilato: la potatura verde è importante. Ma soprattutto non bisogna aver fretta: l’uva va colta quand’è matura. – Quanto producono, i due fratelli? Coltivano venti singoli vigneti per una superficie di 1,2 ettari, ricavandone 4’500–5’000 bottiglie: quattro qualità barricate, BIASCA, BIASCA RISERVA, RAMPÈDA e CARDO e una non barricata, il GRANATO.


Testo di Fabio Guindani




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