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Werner Stucky

© Ritratto: Gianluigi Susinno

Werner Stucky


Dalla terra alla luna


Che cosa sono mai i trent’anni di un singolo viticoltore, in un vigneto che pare risalire a quattro secoli fa? Primo, irrinunciabile obiettivo di chi lavora la terra, è di riconsegnare alle future generazioni un terreno sano e vivo. Che poi eventualmente ciò dia luogo a un eccellente vino, per WERNER STUCKY è un fatto secondario. Eppure è a partire dai primi solchi da lui tracciati nel sassoso appezzamento di Gudo (TRACCE DI SASSI), oltre che dal suo recupero dell’antico vigneto di Gerra Piano (CONTE DI LUNA), che i nuovi vitivinicoltori si sono insediati in Ticino. Poi, ciascuno ha preso la sua via, intanto che il maestro pazientemente lancia infinitesimali messaggi alla terra, secondo il metodo omeopatico. Tre filari sì, tre filari no. È forse per questo che l’erba ha ricominciato a fiorire. Oppure, forse, è grazie all’aria – quella del Trovatore di Verdi. Cantata, appunto, dal Conte di Luna.

 

Testo di Fabio Guindani




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