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Flavio Ramelli

© Ritratto: Gianluigi Susinno

Flavio Ramelli


Il ceppo e l'innesto


Una leggera brezza di lago spira tra i filari dei Colli di Gudo, dove il Bianco, il Rosato e il rosso Merlot cominciano a fruttificare a un bel sole di giugno. Il Tormento è il nuovo nato, frutto dell’assemblaggio di Merlot con Cabernet Franc. Quattro vini prodotti in proprio, dall’innesto alla bottiglia. – E a un prezzo sostenibile dai ticinesi, – soggiunge Flavio Ramelli, vivaista, viticoltore e vinificatore, intanto che ci conduce dal vigneto alla cantina. L’abilità dell’operatore consiste nel trovare il calibro preciso tra il porta-innesto e la marza d’innesto, così da creare una saldatura perfetta della nuova barbatella. A fine maggio, al termine della forzatura, le barbatelle sono acclimatate all’aperto, per poi passare al vivaio di Ascona. Messe a dimora, ci vorranno tre anni prima che fruttifichino, e quattro per vinificare. – Io sono di ceppo agricolo – conclude Ramelli, innestando il proprio moderno vivaio viticolo, uno dei quattro accreditati in Ticino, sulla tradizione paterna. E mai metafora famigliare fu applicata più alla lettera.


Testo di Fabio Guindani




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