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Eric e Fabienne Klausener
© Ritratto: Gianluigi Susinno

Eric e Fabienne Klausener 


Come nella Bella addormentata

 

Klausener è un soggetto grammaticale che regge il plurale: i Klausener, Eric e Fabienne. Se l’uno è la corda del mandolino, l’altra ne è la cassa armonica (lo si suona in famiglia). Che risonanza se ne trarrebbe mai, senza? «Ho preso il vigneto del castello di Trevano in mezzo ai rovi. Dicevano: È pazzo! Io ho pensato: Qui c’è un terroir speciale», dice lui. «Eric sa potare», clausola lei.

Rosso di sera… sul vigneto di un castello fra i rovi, come nella Bella addormentata. Potare, vinificare, la saignée ne è il risvolto: Chiaretto. Folgoranti tramonti, c’è da credere, sulle annate speciali del Gran risavier. E poi, un po’ più a occidente, Tramonto rosso sui terreni più leggeri del Malcantone. Più brillante all’olfatto ma con una struttura più sottile: «Per me un terroir è autosufficiente. Anche una debolezza è una risorsa che va fatta esprimere al meglio.»

 

Testo di Fabio Guindani




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