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Cavallini Luciano
© Ritratto: Gianluigi Susinno

Luciano Cavallini

 

Come nascono i vigneti

 

– OBINO è il più piccolo che abbiamo – dicono Grazia e Luciano Cavallini. È nato con Marta nel ’95, fra i prati magri e le erbe aromatiche, in una bellissima esposizione. Marta lo festeggia insieme ai compagni di scuola, il giorno della Vendemmia dei bambini. L’erba è tagliata, i filari ripuliti; una gran merenda e raccolgono l’uva e la pigiano in una botte tutta per loro. Giunto per secondo, il Pedrinate aveva già quindici anni nel ’97, cioè da quando lo coltivano Grazia e Luciano, oggi è un prezioso vigneto ormai adulto. Di giorno si vendemmia e di notte si pigia, in un’unica giornata di gran festa. Nato nel 2000 il Vacallo è un vigneto, questa volta, programmato a tavolino, da cui proviene anche il nostro Chambourcin. – Sempre in collina, ma questa volta nel comune di Morbio Inferiore, Luciano e Grazia hanno messo a dimora sul terreno del nonno, il loro ultimo vigneto.
Tutte le uve sono coltivate a mano, raccolte separatamente e manualmente, e producono da sole i vini Cavallini, legati al proprio terreno d'origine, nel rispetto dei tempi naturali dei processi di vinificazione. Messa in bottiglia in cantina e vendita diretta. – Il merito è tutto suo – afferma Grazia.
E se è lei che lo dice, non possiamo che crederlo..

 

Testo di Fabio Guindani


 

 


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